venerdì 17 dicembre 2010

My Dead Brain (not work safe)

"Fried Green Tomatoes" Trailer italiano






dopo tanto tempo sono riuscita a vedere questo capolavoro di film! un sodalizio unico, una amicizia femminile che supera gli ostacoli più improbabili: il razzismo, la violenza domestica, l'ipocrisia della gente, la mancanza di autostima, le quesationi femminili.
bellissimo!!!

martedì 30 novembre 2010

IO RESTO IN ITALIA - FILOMENA





Care amiche, cari amici,vi proponiamo il piccolo video che Filomena, la Rete delle Donne ha ideato dopo aver constatato il vuoto informativo sul ruolo che le donne hanno giocato e tuttora giocano nella storia e nella realtà quotidiana di questo paese. Abbiamo sentito l'esigenza di estrarre dal silenzio una piccola sequenza di figure femminili, del passato e del presente, per farle tornare in superficie in una narrazione più accurata sulla realtà dell'Italia. E' stato un esercizio difficile, il nostro. Molte, moltissime altre sono state sacrificate all'esigenza di brevità che il mezzo scelto comporta. Ci auguriamo tuttavia che il messaggio che Filomena intende veicolare con il nostro piccolo intervento risulti chiaro. Vi chiediamo di far circolare quanto più possibile questo video. Di farlo rimbalzare da un computer all'altro, mettendoci in grado di consegnare alle donne la visibilità che meritano. Pensiamo che sia opportuno cominciare da un gesto come questo, di ascolto e di diffusione, per riscrivere il necessario racconto sull'Italia. Paese senza donne, in apparenza. In realtà, paese che da sempre sul lavoro e la fatica delle donne poggia. Grazie per il sostegno che vorrete darci. FILOMENA, la rete delle donne www.filomenainrete.com http://www.youtube.com/watch?v=mQcAkCKp2Nw --

per informazioni:Annarita Budelli 333 3542632 filomenainrete@gmail.comfb: Filomena Inrete

domenica 28 novembre 2010

DONNA PRO DEATH



in questi giorni si ritorna a parlare di movimenti pro-life. proprio in concomitanza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne....

si, perchè i movimenti per la vita parlano di violenza sulle donne come se sapessero qualcosa in materia. A me è capitato di scontrarmi quasi pubblicamente con un un uomo pro life, per altro un prete, che, in un convegno sulla violenza sulla donna, ha dirottato il suo discorso sull'aborto: la donna si fa violenza, si fa del male, se decide di abortire piuttosto che dare al mondo la vita. si, perchè quest'uomo parlava di peccato, un atto orribile nei confronti della vita stessa, un atto di cui la donna rimane per sempre traumatizzata.

Immaginate una platea di adolescenti tra i 12 e 13 anni, pubblico quindi con la quale si deve stare molto attenti ad usare le parole. Io, da relatrice, che parlo in modo semplice e naturale della violenza sulle donne, del come del dove e del perchè, partendo proprio da una esperienza personale, visto che una vera femminista parte sempre dal sè. Io che procedo allargandomi ad un frasario che esprimi la liberazione della donna da ogni pregiudizio, da ogni costruzione sociale che la vede come un oggetto, come proprietà di un padrone, come un buco da quale esce la vita. Io che incito all' autodeterminazione, alla capacità di scegliere del proprio destino, alla costruzione del sè.

Subito dopo, ecco il travolgente movimento pro life contro l'aborto, per altro argomento che non mi pare centri qualcosa con la violenza che le donne subiscono. e sì, perchè i preti, la chiesa e le gente pro life in genere, che ne sanno se una donna è costretta ad abortire perchè è stata violentata da un bastardo di uomo. che ne sanno se una donna decide volontariamente di non far crescere dentro di sè la vita per motivi esterni ed interni a lei, che ne sanno se una donna opta per se stessa piuttosto che soccombere a qualcos'altro e qualcun'altro. che ne sanno se la donna è libera di decidere del proprio corpo dove e quando e come vuole.

che ne sanno tutti questi uomini, che per altro decidono di non essere neanche genitori  (scelta piuttosto facile direi), che ne sanno loro di una donna e dei suoi desideri, delle sue priorità, delle sue necessità. come osano ancora nel 2010, parlando di violenza sulle donne, accennare all'aborto come un atto di violenza contro la vita, con l'intento premeditato di farci sentire ulteriormente responsabili di una colpa inventata da loro stessi. come si permettono di giudicare il nostro corpo, come osano ancora poter controllare la nostra stessa vita.

quanto tempo ancora saremo disposte a sorbirci questo maledetto frasario pro life, contro le donne, pro violenza sulle donne e il loro silenzio nei secoli nei secoli?

giovedì 18 novembre 2010

IL BUIO DENTRO CASA




Sono P.

Ho vissuto una adolescenza serena, dividendomi tra la scuola, amicizie e un fidanzatino che mi  riempiva di coccole e peluche.

Con il mio ragazzo ci volevamo tanto bene. Era ben voluto anche dai miei genitori, da mia sorella e mio fratello. Condivideva con me molte cose, era uno di casa.

Nonostante la nostra giovane età, progettavamo già del futuro, pensavamo ai nomi che avremmo dato ai nostri figli, alla casa che avremmo abitato. Ci raccontavamo dei nostri sogni, con gli occhi da ragazzi.

Un giorno, dopo due anni che stavamo insieme, ad una sua richiesta di avere rapporti sessuali, me ne andai completamente in crisi. Fu come una bastonata, un fulmine a ciel sereno, un imprevisto alla quale non avevo mai pensato prima di allora.

Alle sue parole, tremai, incominciando a respirare faticosamente, accasciandomi per terra. Lui ovviamante si stranì, ma subito dopo tentò di capire cosa mi stesse succedendo, perchè stessi reagendo così.

Quell'anno avevo oramai 19 anni, ma mai era capitato di discutere su un argomento del genere. Mai il mio uomo aveva provato a sfiorarmi, ad avere rapporti.  Aveva sempre pazientato, sotto implicito mio desiderio, pensando che non ero ancora pronta a certe cose. Ed ora che si faceva avanti, ed ora che provava ad abbattere quel muro, quel tabù, io crollavo completamente in un baratro di disperazione, confusione, disorientata e persa tra le lacrime.


GENOVA CONTRO LA PUBBLICITA' SESSISTA




finalmente le prime conquiste  della lotta alle pubblicità sessista che infesta le nostre città, le nostre strade, le nostre fermate dei pullman,  incrementando l'dea di donna uguale corpo sessuale e da stuprare, oggetto di desiderio, merce da comprare.

l'iniziativa arriva da Genova, dove non a caso il sindaco è donna. E come non poteva un sindaco donna non indignarsi di fronte alla violenza mediatica dei numerosi cartelloni pubblicitari che feriscono ripetutamente la dignità di donne e ora a anche di bambine e bambini.



l'articolo di Repubblica

martedì 16 novembre 2010

DONNE, COLPEVOLI NEI SECOLI NEI SECOLI





Tempo fa ebbi una durissima discussione con un ragazzo della mia età, istruito, inteliggente e abbastanza informato sui fatti del mondo. Nonostante il suo bagaglio culturale, nonostante avesse la fortuna di vivere in una città multietnica e stimolante da tutti i punti di vista, dimostrò subito di essere  razzista, omofobo (come molti degli uomini che ho conosciuto) e sopratutto anti-femminista.

Era furioso con tutte le donne del mondo, specialmente con quelle italiane, per la loro incanpacità di indignarsi di fronte all'immagine del corpo delle donne nei mass media e all'uso in genere che le donne fanno del loro corpo.

Questo uomo era esausto di vedere in tv ragazzine semi nude, prezzemoline, veline, oggetti del desiderio maschile, oche affiancate da uomini tiranni che le azzittiscono appena aprono bocca, sfilare dalla mattina alla sera, senza alcuna tregua. Esausto non per la fortuna di cibarsi di tette e culi in continuazione, ma stanco di noi, intese come donne che non si indignano più di nulla.

Questo uomo era stanco inoltre di vedere in giro per strada ragazzine in minigonna, a sculettare, essere troppo espansive  ed estroverse, andare in giro con i pantaloni a pel di fica.

lunedì 15 novembre 2010

QUEL SIMBOLO DEL FUTURO AL FEMMINILE

 articolo di Umberto Veronesi tratto da La stampa

Lorenzo Mattotti


L’immagine dell’esile Aung San Suu Kyi che esce dalla sua casa-prigione mettendosi un fiore fra i capelli e stringendo un fazzoletto bianco nella mano diventerà il simbolo del nuovo percorso mondiale verso la pace.

Che, inevitabilmente, sarà guidato dalle donne. Fra i tanti commenti dei leader mondiali mi ha colpito quello del presidente Obama: «È stata liberata un’eroina». È proprio la capacità tutta femminile di essere «eroi del bene» che fa delle donne le principali vittime dei conflitti e allo stesso tempo le più grandi protagoniste dei processi di pacificazione. Io ne sono convinto da sempre, come medico delle donne, come estimatore del pensiero femminile e come uomo che ha vissuto la guerra. Infatti nel Movimento Science for Peace, che ho creato due anni fa, le donne hanno un ruolo centrale, e nella seconda edizione della Conferenza Mondiale che inaugureremo giovedì prossimo a Milano un’intera sessione sarà dedicata a esperienze di donne che vivono in aree di conflitti e mettono a rischio la propria vita per sanarli.



L'UOMO, CAMPIONE MISOGINO DELL'INFERIORITA' DELLA DONNA

foto di Mario Giacomelli



gli antichi filosofi dicevano di peste e corna sulla donna, appellandosi alla teologia, alla religione, alla filosofia. San Tommaso per esempio affermava che la donna fosse "un uomo mancato". Aristotele invece delicatamente diceva che "dobbiamo considerare il carattere delle donne come naturalmente difettoso e manchevole".  C'è stato qualcun altro che ha detto anche che "l'uomo può pensarsi senza la donna, quest'ultima invece deve richiamarsi sempre al maschio"

poi è arrivato anche Freud e la sua psicanalisi dichiaratamente misogina che diceva che le bambine sono invidiose del pene del maschio quindi cercano in tutti i modi di uguagliarsi a lui.

tutte queste teorie palesemente sessiste  fanno perno alla comune idea che si aveva (e ovviamente si ha tutt'ora) delle donna:  la donna si determina in relazione dell'uomo, non l'uomo in relazione a lei.

Insomma, per farla breve, l'uomo è visto come il Soggetto, l'Assoluto, e la donne come l'Altro, l'oggetto praticamente.Come direbbe la femminista Simone De Beauvoir l'uomo è l'essenziale, la donna un inessenziale.


LE NUOVE SCHIAVE DEL SECOLO

foto di Alessandra Sanguinetti



Condividiamo e diffondiamo l'articolo agghiacciante sui numeri della tratta delle bianche pubblicato dal Sole24ore.

in breve, le cifre della prostituzione illegale sono da capo giro: 32 miliardi di dollari l'anno di fatturato.
"donne trafficate, vendute, sfruttate, sono le nuove schiave sessuali del XXI secolo". Con il traffico delle armi e degli stupefacenti, il business della prostituzione è uno dei più lucrativi in asccoluto e coinvolge più di 12 milioni di adulti e bambini di tutto il mondo, sopratutto dei paesi del terzo mondo.

le origini di questo scempio, di questo illegale, clandestino e invisibile business risale agli anni '80, quando le donne incominciano ad abbandonare la loro terre natale, la loro miseria, e sotto ricatto, raggiungono i paesi sviluppati e industrializzati dell'Europa per soddisfare la perversa ingordigia maschile. Il fenomeno poi va via crescendo negli anni '90.


in Italia i dati sono da bribido. le schiave sono tra i 19 mila e i 26 mila. l'80 per cento sono straniere di età tra i 20 e i 30. Attualmente cresce il numero delle minorenni, molte delle quali sono transessuali provenienti dall'America Latina.


DONNE, SE CONTASSIMO DI PIU'

foto di Robert Capa

di Lea Melandri


 “I movimenti di emancipazione e liberazione hanno portato alla conquista di diritti di cittadinanza, ma si sono bloccati nel passaggio all’esercizio pieno della decisione politica”. 

E’ una considerazione che si legge nel documento Di Nuovo. La nostra libertà  che il 2 luglio verrà discusso nel corso di un evento teatrale politico a Roma, e che è stato sottoscritto da “donne diverse per età, professione e opzione politica, benché orientate a sinistra”. Non è la prima volta che viene mossa al femminismo italiano la critica di non essersi voluto misurare con le istituzioni o con quello che Alessandra Bocchetti su L’Unità ( 8.06.10) chiama “il governo della società”. Non c’è da meravigliarsi se oggi sono tante e diverse le associazioni, i gruppi, le singole, a rimarcare lo scarto “tra l’energia, l’impegno di molte donne e la misoginia imperante” che le tiene ai margini dello sviluppo civile e politico. La presenza e la forza femminile nella vita pubblica sono andate crescendo, ma senza una visibilità e incidenza adeguate.

IL SESSISMO DI ARMANI

venerdì 12 novembre 2010

NO AI FASCISTI DI CASA POUND A LECCE




divulghiamo il comunicato lanciato da LA CASA DELLE DONNE di Lecce che mette i riflettori sulla CASA POUND ITALIA di Lecce e il BLOCCO STUDENTESCO.

Cp sono i fascisti del terzo millennio, come preferiscono farsi chiamare. E il Blocco studentesco è la sua organizzazione giovanile. Sono un fascismo non cattolico (a differenza di Forza Nuova). Sono da pochi anni entrati in politica con il partito Fiamma Tricolore, quindi da movimento locale si stanno espandendo in movimento nazionale, raccogliendo con il loro populismo sempre più adepti.
Repubblica ha fatto una inchiesta su questo movimento e su tutti i movimenti di estrama destra. da vedere!




giovedì 11 novembre 2010

DONNE INCONSAPEVOLI




dove è l'orgoglio femminile che ha ispirato la forza, la dignità, il combattere, l'integrità delle donne?

dove è la cosapevolezza delle donne?

questa mancanza di orgoglio e consapevolezza si traduce nell'assenza di una forza che può far cambiare l'opinione pubblica, che può influire positivamente sugli squilibri in corso, su queste dinamiche patriarcali di distruzione di ogni diritti umano.

dove sono tutte quelle donne che a loro modo fanno sentire la loro voce a favore di una vita più rispettosa dell'ambiente e dell'umanità?

è vero, molte donne si muovono in questa direzione oggi, sopratutto tramite la rete.

sono donne attive su tanti fronti, che scrivono, che attraverso l'arte veicolano un messaggio di rispetto. sono donne che studiano, che lavorano sopratutto su stesse attraverso una continua ricerca fuori e dentro di sè.

trailer del documentario di Libera Infanzia





ecco il trailer della campagna LIBERA INFANZIA promossa da un altro genere di comunicazione.

Il documentario sarà pronto a breve!

noi di SUD EST FEM condividiamo e diffondiamo. Perchè crediamo che questo sia un dei tanti modi per denunciare l' indiscriminato utilizzo che si fa dei corpi delle bambine, le nostre future donne.